Tutti i vincitori della XXII edizione

CONCORSO NAZIONALE CORTOMETRAGGI:

Premio Stamira Giura di Qualità: “Festa in famiglia” di Nadir Taji
In una giornata assolata assistiamo ai preparativi di un pranzo di famiglia in un casolare nei pressi di un centro abitato. La cinepresa si sofferma sulle varie situazioni fino a scoprire un approccio sessuale di un ragazzo alla sua giovane cugina. Da questo punto in poi, le relazioni si complicano tra non detti, rimossi e sensi colpi. Per il suo modo apparentemente distante, non spettacolare ma più che mai preciso in cui fotografa i vari quadri familiari nel loro divenire, per il suo uso del fuori campo e per riuscire a raccontarci la violenza e le relazioni educative tra genitori e figli nel loro smarrirsi, riuscendo a parlare di temi universali aldilà delle loro origini culturali, il primo premio va a “Festa in famiglia” di Nadir Taji.

Menzione speciale della Giuria di Qualità: “Dead Time -Tempi morti” diGiacomo Tazzini
Un sorriso amaro scaturisce da questo racconto semplice. Un gesto di cura in una contemporaneità di indifferenza. Un piccolo e assurdo viaggio tra cartoline di un’Italia indifferente e i suoi abitanti annoiati, immobili, indifferenti. Il regista Giacomo Tazzini si è divertito nel trovare il suo lingiaggio per raccontare quel senso di vuoto nel quale i personaggi sembrano essere destinati a rimanere per sempre.

Premio Nie Wiem: “Festa in famiglia” di Nadir Taji
Per la capacità di mettere in scena la tragedia dei rapporti sociali che si verifica ogni qualvolta gli adulti non rispettano i minori ma mirano solo a mantenere l’autorità patriarcale e il quieto vivere diventa una priorità che spinge a condonare i reati più gravi; per la maestria registica che ha saputo associare simboli ancestrali (l’olocausto animale) a pratiche contemporanee (l’emulazione di azioni visualizzate online), orchestrando una prova attoriale convincente anche da parte dei giovanissimi, ambientata in un contesto tanto etnico quanto universale; per avere dimostrato, infine, con la forza delle immagini in movimento, la necessità dell’educazione sesso-affettiva non solo per le persone in età scolare ma anche per i loro genitori, il Premio Nie Wiem al Miglior Cortometraggio d’impegno sociale va a “ Festa in famiglia” di Nadir Taji.

Premio Giuria Giovani Nazareno Re: “Marcello” di Maurizio Lombardi
Per aver saputo raccontare la dimensione sospesa e onirica del Cinema rispetto alla Realtà attraverso una storia di passaggi dal mondo reale a quello creato dall’immaginazione artistica sul set, culminante nel duro rientro conclusivo. Risalta in primo piano l’amore per il Cinema, insieme alla preoccupazione per il suo stato attuale, centro tematico dell’opera.La differenza tra il mondo reale e quello dell’illusione viene ben rimarcata dall’uso di diversi cromatismi, rumori e temi musicali, con zone di confine incerte e sospese tra luce e ombra. La macchina da presa segue da vicino il percorso del protagonista, facendo vivere anche allo spettatore questa allegorica avventura,mentre traccia un itinerario allusivamente “metacinematografico” attraverso riferimenti ad inquadrature, spazi, oggetti, atmosfere cari al cinema italiano, a partire dallo stesso evocativo nome di “Marcello”.

Premio Ristretti Oltre le Mura: “A Domani” di Emanuele Vicorito

Premio Accademia del Cinema Renoir: “Dead Time – Tempi morti” di Giacomo Tazzini
Abbiamo deciso di premiare Dead time, per il suo animo poetico ed evocativo. Un corto diverso dal solito che non cerca di intrattenere soltanto su un piano narrativo, ma vuole mostrare un’atmosfera di profumi, di dettagli, di suoni e di immagini. Attraverso un evento stravagante che parla di attesa e lentezza apparentemente quotidiana, il corto ricorda un cinema alla Fellini e alla Jodoroskij di un tempo sospeso onirico, soffocante, ma allo stesso tempo pregno e universale.

Premio Confartigianato: “Pinocchio Reborn” diMatteo Cirillo
Per la sua straordinaria capacità di trasformare un archetipo universale come Pinocchio in una potente metafora contemporanea. Il film “Pinocchio Reborn” racconta con toccante drammaticità la vicenda di un Pinocchio divenuto uomo, la cui limpida bontà diventa motivo di scherno in un mondo che premia la furbizia e la durezza. Il momento della ribellione, che paradossalmente riporta il protagonista ad essere un burattino di legno, è un’immagine simbolica di forte intensità che diventa denuncia nei confronti della disumanizzazione e dell’omologazione, un grido che invita lo spettatore a interrogarsi su quanto siamo disposti a sacrificare di noi stessi per “stare al passo” con la cattiveria del mondo. Confartigianato, impegnata nel sostenere le comunità, i territori e il valore umano del lavoro, riconosce in questo corto una forma di denuncia sociale coraggiosa e l’affermazione che gentilezza, sensibilità e integrità non sono ingenuità da correggere, ma patrimoni da difendere.

Premio CGS ACEC Sentieri di Cinema: “Vermi” di Domenico Distilo
Per aver saputo evocare, attraverso un meccanismo narrativo sospeso, un percorso introspettivo di affermazione di sé e di maturazione nei confronti delle complessità del mondo, anche quelle affettive, da parte di una preadolescente. In un ambiente di forte precarietà e scarsa empatia caratterizzato da una sorta di atemporalità, la corazza emotiva della protagonista arriva a sciogliersi di fronte ad un gesto inaspettato. Il cortometraggio padroneggia i codici del cinema (fotografia in particolare, ma anche inquadrature, riprese e montaggio) e risulta un prodotto solo apparentemente imbastito, che rivela, in realtà, una ricca trama di particolari significativi che costringono lo spettatore alla loro decifrazione; ad una visione attiva e partecipe.

Premio Coop For Movies: “A Domani”di Emanuele Vicorito
Da anni Coop Alleanza 3.0 apre un varco nelle mura del carcere. Non si tratta solo di iniziative, ma di tessere ponti per accorciare la distanza tra chi è recluso e la vita fuori. Il nostro obiettivo è semplice, ma rivoluzionario: offrire un momento di ascolto puro, senza il peso del giudizio, per restituire speranza e facilitare una vera rinascita sociale.

Il cortometraggio che sosteniamo è un grido di questa speranza. È la storia di come l’accoglienza possa fiorire oltre la condanna. Lo vediamo nell’incontro tra Arturo, il detenuto, e Catherine, la ragazza che ha il coraggio di guardarlo.

Arturo, schiacciato dalla vergogna del suo errore, si nasconde dietro una bugia, fingendo di essere un capocantiere. Il suo desiderio di un domani normale è così forte da spingerlo a promettere un incontro che crede impossibile. Ma è proprio lo sguardo di Catherine, libero da ogni pregiudizio, a compiere la vera magia. La sua sola presenza gli restituisce la dignità e la forza per credere in sé. È una scintilla di motivazione che riaccende il desiderio di riscatto: quello di tornare a viaggiare con la mente, magari attraverso la lettura, e di riscrivere davvero il suo futuro.

In questa storia di riscatto personale si riflette anche la cura per il mondo che ci circonda. Il richiamo all’ambiente non è casuale: prendersi cura della Terra e prendersi cura di sé sono due facce della stessa responsabilità e della stessa rinascita, personale e collettiva.

Coop Alleanza 3.0 crede che la cultura sia il motore di questa trasformazione. Per questo sosteniamo progetti che offrono alle comunità gli strumenti per crescere, per fare scelte che siano consapevoli, autonome e profondamente rispettose dell’altro e del mondo in cui viviamo.

Il Premio Coop for Movies 2025 va a “A Domani” di Emanuele Vicorito.

CONCORSO INTERNAZIONALE CORTOMETRAGGI SHORT ON RIGHTS:

Amnesty International Award: “Yaré” di Sallar Othman
Per avere rappresentato la prospettiva di un popolo discriminato, il popolo curdo, attraverso la figura di una giovane ragazza che sfida coraggiosamente il destino nel deserto tra la Siria e la Turchia; per aver parlato di chi lucra con le risorse naturali, della colpevole distrazione della comunità internazionale, dei popoli dimenticati che vivono nelle aree di confine e di come la storia incida sulle vite delle singole persone; per aver raccontato con ironia e sensibilità una storia di sopravvivenza quotidiana, denunciando la disparità nell’accesso alle risorse e ai diritti per queste ragioni conferiamo il premio Amnesty International Italia 2025 a “Yaré” diretto da Sallar Othman.

Premio Giuria Giovani Gianni Rufini: “The weight of light” di Anna Hints
The Weight of light utilizza un linguaggio che intreccia documentario e finzione attraverso un uso sapiente di diversi mezzi espressivi che restituiscono un racconto di forte impatto. La storia è quella di Surya, bambina orfana di madre e promessa in sposa che, per pagare la propria dote è costretta a vendere la sua immagine. Emblematica la macchina fotografica che la protagonista trova in una discarica e con la quale vengono raccolte le testimonianze di donne che incarnano i presagi di un destino che incombe. Il corto costruisce una forte narrazione attraverso l’uso simbolico della luce: nelle fotografie di Surya gli uomini appaiono come sagome scure, minacciose, mentre le donne sono sovraesposte, avvolte da un’aura luminosa. Man mano che il dramma messo a fuoco diventa quello personale della giovane protagonista il ritmo si fa sempre più incalzante fino alla frenesia dell’ultima scena, dove la luce diventa arma e “armatura”, con Surya che si ribella accecando gli sguardi violenti, perché “la ferita è il luogo in cui la luce entra in te”, e un dolore così profondo è impossibile da ignorare.
Il sonoro non solo accompagna, ma diventa una linea narrativa che ben dialoga con il racconto visivo; i pochi, essenziali, elementi musicali, anticipano la battaglia dell’epilogo, dove lo sguardo e le parole di Surya si intrecciano al coro femminile, rendendo ancora più visibile ciò che il silenzio nasconde: il peso della luce.

Audience Award: “The weight of light” di Anna Hints

CONCORSO NAZIONALE OPERE PRIME SALTO IN LUNGO:  

Premio della Giuria “Salto in Lungo”: “Paternal Leave” diAlissa Jung
Per aver allestito, con eleganza mitteleuropea, un racconto adriatico di formazione che, grazie a interpretazioni misurate, scenografie spoglie e punteggiature sonore tanto minimali quanto evocative, traduce la ferita abbandonica e il bisogno di riconoscimento della giovane protagonista Leo, esplorando, senza moralismi né semplificazioni, l’incontro tardivo, ma identitariamente necessario, con la vulnerabilità dell’uomo che l’ha messa al mondo e l’ambigua fragilità del suo desiderio paterno, la giuria critica del concorso Salto in Lungo, attribuisce a Patenal Leave, opera prima di Alissa Jung, il riconoscimento come miglior esordio dell’anno 2025.

Premio CGS – UCCA “Salto in Lungo – Cantiere Cinema”:“Paternal Leave” diAlissa Jung
Per essere riuscito a rappresentare in modo diretto, senza censure, una situazione di difficile riconoscimento del ruolo di padre, che cresce, alimentata da ostacoli comunicativi, all’interno di dinamiche familiari disfunzionali. La sottrazione progressiva di calore dal rapporto affettivo tra Paolo e la figlia adolescente Leo, racconta il dolore generato da una separazione, dalla quale deriva la distanza che impedisce di comprendersi.

Il tema e reso in modo estremamente realistico e verosimile dalla sceneggiatura asciutta, che tratteggia situazioni e personaggi, soprattutto gli adolescenti, senza lasciare spazio a scorciatoie consolatorie, quasi assumendo l’aspetto di un “documento dei sentimenti”.

La regia sceglie di descrivere spazi sospesi e caratterizzati dalla presenza di barriere, come gli steccati nella spiaggia d’inverno, il camper e il capanno in perenne ristrutturazione, attraversati dalla luminosita di colori prevalentemente freddi. La forza del linguaggio corporeo e dell’espressivita trasmessa dai volti degli attori, anche nei personaggi secondari, facilita l’immedesimazione nella vicenda; i dialoghi, nonostante la compresenza di tre lingue diverse, risultano credibili, alternandosi a silenzi che comunicano la ricerca di un affetto tanto necessario quanto difficile da esprimere.

 
CONCORSO INTERNAZIONALE CORTOMETRAGGI PER RAGAZZI SHORTEEN:

Premio ShorTEEN Award:  “The Raffle” di Muhammet Emin Altunkaynak
Per l’autenticità e credibilità dei giovani interpreti, nonostante l’età, per la costruzione narrativa ritmata secondo i canoni del thriller in un perfetto dosaggio tra dialoghi e silenzi, tra ciò che gli spettatori sanno e i personaggi ignorano, infine per lo straniante ribaltamento dei ruoli tra adulti e bambini, gli allievi della Scuola di Cinema perRagazzi e Ragazze di Ancona assegnano il premio ShorTEEN a:“The Raffle” di Muhammet Emin Altunkaynak (Turchia).

Honorable Mention Best School Project: “Towards a better world” deiBallottés
Per aver accolto con sensibilità e raccontato con autentica empatia una storia importante, una testimonianza da custodire e tramandare, attraverso la voce e i disegni di 15 giovani e giovanissimi tra i 4 e 16 anni, durante un lodevole percorso formativo di qualità improntato alla crescita emotiva, allo sviluppo dello spirito critico, alla sensibilizzazione e riflessione sui diritti umani e all’acquisizione di comptenze tecniche legate all’animazione, si assegna la Menzione Scuole a: “Towards a better world” dei Ballottés del progetto scolastico Hainaut Cinéma (Belgio).

Honorable Mention Best Film Made by Teenagers: “Monster” di Sophia Lassi
Per la precoce maestria nel creare un’opera complessa e strutturata dimostrando un’ottima conoscenza del linguaggio cinematografico; per il coraggio, la maturità e la chiara visione offerta nel raccontare una tematica particolarmente rischiosa, ma assolutamente necessaria e, infine, per le plurime capacità artistiche dimostrate nonostante la giovanissima età, la Menzione Ragazzi va a: “Monster” di Sophia Lassi.

CONCORSO INTERNAZIONALE CORTOMETRAGGI VR – DORICO VIRTUALE:

Dorico Virtuale Award: “As tall as the heart” di Flavio Mayerhofer, Leonardo Pinheiro
Vince “As tall as the heart”. Nonostante i gravi errori tecnici, il contenuto è talmente forte e giusto per il linguaggio della realtà virtuale che riteniamo giusto far vincere un progetto in cui il cuore è veramente all’altezza giusta”.

SHORTS FOR MY FUTURE:

Premio di sviluppo al miglior progetto di cortometraggio Opera Prima: “Notte per me stessa” diOlga Torrico
Per l’originalità di una storia capace di illuminare luci e ombre di un piccolo paese albanese rimasto per anni senza energia dopo i furti di rame. Hena, tornata dall’Italia nel suo villaggio come ostetrica, affronta la sua antica paura del buio immergendosi nell’oscurità per dare alla luce nuova vita. La giuria assegna la borsa di sviluppo di Shorts for My Future 2025 a Notte per me stessa, auspicando che il film trovi il suo chiaro di luna.