Concorso Internazionale

SHORT ON RIGHTS – A CORTO DI DIRITTI

Amnesty International Award

Ven 26.03
ore 18.30 – in diretta Facebook e Youtube

Premiazione e incontro di approfondimento con la Giuria

Amnesty International Marche, nell’ambito della programmazione nazionale del progetto “Arte e diritti umani”, promuove dal 2012 il Concorso “A Corto di Diritti”, diventato dal 2019 la sezione internazionale di Corto Dorico Film Festival.

La sezione presenterà al pubblico 7 cortometraggi, tra i 165 arrivati da tutto il mondo, selezionati da un Comitato composto da 28 attivisti e simpatizzanti di Amnesty International provenienti anche da fuori regione .
Le violazioni dei diritti umani, in parte dimenticate nel continuo flusso d’informazione a favore della centralità dell’emergenza pandemica, in parte amplificate esponenzialmente proprio a causa dell’emergenza stessa, sono messe in luce in tutta la loro complessità: migrazioni, frontiere, detenuti politici, abusi nelle relazioni d’aiuto, politiche di controllo sul corpo di donne e persone LGBTI. A queste si aggiungono le discriminazioni nell’accesso alle cure nell’emergenza covid19 o anche semplicemente a condizioni igieniche di base.
Il Premio sarà assegnato dalla Giuria di Qualità, composta da Pierfrancesco Curzi (giornalista e scrittore), Riccardo Noury (Portavoce Amnesty International Italia), Laura Petruccioli (ref. Progetto Arte e Diritti Umani di AI Italia) e da un delegato del gruppo Amnesty Ancona, all’opera che ha affrontato con maggiore efficacia e sensibilità artistica le tematiche dei diritti dell’uomo e le campagne di AI. Al fianco della Giuria di Qualità, anche quest’anno la Giuria Giovani, costituita da studenti delle scuole superiori della città coordinati dai loro insegnanti, che dopo un percorso formativo sul cinema e i diritti umani sceglieranno il film con maggiore impatto sulle generazioni di domani.

Giuria:
Riccardo Noury, Laura Petruccioli, Pierfrancesco Curzi + 1 delegato del comitato selezionatore

XY di Anna Karín Lárusdóttir
Islanda | Anno 2019 | Durata 15’57’’

Lísa ha quindici anni e sente di essere diversa dalle ragazze della sua età, con cui fa fatica a relazionarsi e a cui nasconde un segreto. Quando la sua amica d’infanzia, Bryndís, la cerca per ristabilire un rapporto, la loro amicizia porterà Lísa a scoprire altri segreti sul suo corpo e sulla sua storia clinica.

Anna Karín Lárusdóttir è una giovane regista islandese, residente a Reykjavík, diplomatasi in regia e produzione presso la Icelandic Film School. Il suo film di diploma “Milli tungls og jarðar” (Between Earth and the Moon) riceve diversi riconoscimenti nazionali. Attualmente lavora per la RÚV, rete televisiva nazionale islandese, dove si occupa di dirigere, produrre, filmare e montare contenuti dedicati ai giovani.

THE VISIT di Azadeh Moussavi
Iran | Anno 2020 | Durata 14’

Sei mesi dopo l’arresto, a Elaheh è finalmente concesso di andare a trovare suo marito, detenuto in carcere come prigioniero politico. Lei e sua figlia Tara hanno un solo giorno di tempo per prepararsi a questo importantissimo appuntamento. Basato su una storia vera.

Azadeh Moussavi è una cineasta iraniana, formatasi alla Tehran University of Art. È autrice e regista del documentario “From Iran, A Separation” (2013) su Asghar Farhadi e del cortometraggio “Discharged” (2017). Il suo lungometraggio documentario “Finding Farideh” viene scelto nel 2019 per rappresentare l’Iran agli Academy Awards nella categoria Miglior Film Straniero. Il corto “The Visit” è ispirato ad una vicenda reale che ha coinvolto suo padre quando era bambina.

REBEL di Pierre-Philippe Chevigny
Canada | Anno 2019 | Durata 15’03’’

Alex è un bambino di sei anni del Québec, dove vive ignaro del fatto che migliaia di rifugiati stanno varcando illegalmente i confini del Canada pur di non essere deportati dagli Stati Uniti. Ma quando il padre lo porta con sé a una delle ronde anti-immigrati che la milizia locale organizza nei boschi, qualcosa dentro di sé dice ad Alex di ribellarsi.

Pier-Philippe Chevigny è un regista canadese con base a Montreal, nel Québec. Grazie ai suoi cortometraggi ottiene riconoscimenti internazionali, quali per “Tala” (2013) un accordo esclusivo con il broadcaster europeo ARTE e per “Vétérane” (2017) la selezione in numerose ed importanti rassegne tra cui il Festival internazionale del Cortometraggio di Winterthur ed il Mecal Pro di Barcellona. Con “Rebel” partecipa in concorso al Toronto International Film Festival. Attualmente lavora alla stesura della sceneggiatura del suo primo lungometraggio.

MARTA di Benoit Verdier e Julien Verdier
Francia | Anno 2019 | Durata 5’41’’

Il racconto della triste ma fin troppo comune esperienza di Marta, una giovane donna nigeriana che ha visto le proprie speranze di riscatto economico in Europa infrante da una spirale di inganni, abusi e prostituzione forzata.

I fratelli Benoit e Julien Verdier sono un coppia di sceneggiatori e registi francesi, specializzati in cortometraggi e documentari a tema sociale. Fondatori della casa di produzione di contenuti audiovisivi indipendente Bleu Bahamas, con “Marta” ottengono la selezione a numerosi Festival in tutto il mondo.

LA HISTORIA DE MATEO di Malona P. Badelt
Stati Uniti | Anno 2019 | Durata 23’18’’

Una famiglia del Centro America tenta di fuggire dalla violenza delle gang locali, raggiungendo il confine con gli Stati Uniti. Una volta richiesto legalmente asilo, i due genitori vengono separati e si vedono portar via il figlio di un anno, Mateo, dalla crudele burocrazia dell’ufficio immigrazione americano. Il documentario narra come questo viaggio per la salvezza si sia trasformato in un insensato calvario, pieno di traumi, paure e danni irreparabili.

Originaria del Nord della Germania, Malona P. Badelt si laurea in Sociologia allo Smith College nel Massachusetts e, nel 2005, consegue il Master in Fine Arts in Producing and Directing presso la School of Cinematic Arts della University of Southern California. I suoi film sono stati presentati a festival quali il Tribeca Film Festival, il Santa Barbara International Film Festival e il Sydney International Film Festival. Sposata con il compositore Klaus Badelt (“Pirati dei Caraibi”), vive con la sua famiglia a Los Angeles, in California.

22ND OF APRIL di Cesare Maglioni
Francia | Anno 2020 | Durata 2’30’’

Il Coronavirus ha condizionato profondamente l’interno pianeta, cambiando il modo in cui ci approcciamo a ciò che ci circonda e spingendo la società a ripensare le proprie abitudini. Tra queste, una che si è dovuta migliorare più di altre, allo scopo di vincere la battaglia contro il comune nemico, è stata quella di lavarsi le mani: un’azione semplice e fondamentale, che può risultare addirittura impossibile nelle aree in cui non vi è accesso a fonti di acqua pulita e non inquinata.

Nato a Forlì, Cesare Maglioni si forma come ingegnere meccanico. A partire al 2016, si dedica a tempo pieno alla realizzazione di contenuti audiovisivi, lavorando principalmente in Svizzera e Spagna. È autore e regista dei mediometraggi documentari “Ceux Qui Nous Nourrisent” (2016) e “Hondar 2050” (2018), dei cortometraggi “La Voz de César” (2016) e “Ongi Etorri” (2018), e della serie di corti documentari “Héros Ordinaires” (2017-2018).

BRAIDS di Ismail Dairki
Siria | Anno 2019 | Durata 26’40’’

Nel territorio siriano controllato dall’ISIS, la giovane vedova Habak e la figlia Shams sono costrette a sopportare le crudeltà e le continue pressioni dello Stato Islamico che impongono ad Habak di scegliere uno dei luogotenenti come marito. Per sfuggire a questo triste destino, l’unica soluzione sembra essere una fuga disperata e piena di insidie.

Ismail Dairki è un regista siriano. Dopo aver conseguito il diploma in Scienze del cinema, si dedica a diverse produzioni teatrali in qualità di attore, regista e autore. Alla carriera sul palcoscenico affianca l’esperienza in serie televisive, prima come assistente alla regia e in seguito come sceneggiatore e regista, e la realizzazione di alcuni cortometraggi. Con “Braids” viene selezionato in Festival internazionali quali Sedicicorto Film Festival e ZeroTrenta Corto Festival.

Amnesty International Award: A corto di diritti – Short on Rights