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cinemaèreale

rassegna

il laboratorio cinemaèreale è gratuito con posti limitati e tramite selezione.
non è obbligatoria una preparazione cinematografica particolare,
ma è richiesto il massimo impegno.
info: cinemaereale@gmail.com

ingresso proiezioni 5 euro

Il cinema è indissolubilmente legato alla realtà. È dalla vita che nascono le storie, i personaggi, i mondi che ci emozionano quando guardiamo un corto, un film o una serie.
Cinemaèreale è il nome del laboratorio che Corto Dorico con il contributo di Fondazione Cariverona organizzerà da febbraio a novembre 2020.

I partecipanti avranno l’occasione di cimentarsi col fare cinema in senso pratico, partendo dal documentario per poi approdare alla finzione, sperimentando tutte le fasi del processo creativo: dalla ricerca sul campo, alla scrittura, all’organizzazione, alle riprese fino al montaggio.
Per introdurre Cinemaèreale, abbiamo invitato a Corto Dorico uno dei più importanti documentaristi italiani di sempre, Gianfranco Pannone, che terrà una masterclass dedicata al Cinema del reale: di cosa parliamo quando diciamo “documentario”? Sono davvero così rigide le differenze tra cinema di finzione e cinema della realtà?
Dopo l’incontro, durante tutta la settimana del Festival avrà luogo una rassegna che presenterà al pubblico il meglio del cinema documentario italiano contemporaneo.

Il laboratorio Cinemaèreale è gratuito ma i posti sono limitati e su selezione. Non è obbligatoria una preparazione cinematografica particolare, ma è richiesto il massimo impegno.
Per info o per partecipare scrivi a: cinemaereale@gmail.com

Emanuele Mochi, curatore Progetto CinemaèReale

Italia, 2016 – 75 minuti

Alla presenza del regista Gianfranco Pannone

Un viaggio in Italia lungo un secolo nella devozione religiosa popolare. Santi antichi e più recenti, madonne bianche e nere, processioni devozionali… sono espressioni di un bisogno di sacro in apparenza molto lontano da noi, ma che così lontano non è. Il prezioso repertorio dell’Archivio Luce, composto di documentari e cinegiornali d’epoca, asseconda questo viaggio nel mondo della religione popolare, che Gianfranco Pannone, con sguardo laico, rimescola in un percorso emozionale tra passato e presente.

Gianfranco Pannone regista, sceneggiatore, saggista. Nasce a Napoli ma vive e lavora a Roma. I suoi film documentari, attenti in particolare all’Italia, con tutte le sue ricchezze non prive di contraddizioni storiche e antropologiche, gli sono valsi partecipazioni e riconoscimenti in molti festival italiani e internazionali, oltre che la messa in onda sulle principali televisioni europee. Insegna Cinema documentario al Dams dell’Università Roma Tre e regia al Csc – Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma e dell’Aquila. Tra i suoi film come regista e sceneggiatore, ricordiamo: “L’esercito più piccolo del mondo” (2015), “Sul vulcano” (2014),Ma che storia…” (2010), “Io che amo solo te” (2004), “Pietre, miracoli e petrolio” (2004).

 

(“Nimic” + “Lascia stare i santi”  € 5)

Irlanda/Stati Uniti, 2019 – 94 minuti

in collegamento telefonico Letizia Battaglia

Un ritratto personale e intimo su Letizia Battaglia, fotografa palermitana e fotoreporter per il quotidiano L’Ora. Una vita vissuta senza schemi: dalla fotografia di strada, per documentare i morti di mafia, all’impegno in politica, Letizia Battaglia è stata una figura fondamentale nella Palermo e nell’Italia tra gli anni Settanta e Novanta. Intrecciando interviste e testimonianze d’archivio, Longinotto racconta la vita di un’artista passionale e coraggiosa, mostrando un’esistenza straordinaria e anticonformista, in uno spaccato di storia italiana.

Kim Longinotto, regista, ha raccontato soprattutto la discriminazione e l’oppressione femminile. Ha realizzato più di venti film e ha ricevuto numerosi premi, tra i quali un BAFTA nel 2010. Con “The Day I Will Never Forget” nel 2002 ha denunciato le mutilazioni genitali in Kenia, con Pink saris ha raccontato le lotte delle donne indiane. La sua ricerca sulla condizione delle donne, prosegue anche con questo film dedicato a Letizia Battaglia.

Italia, 2019 – 78 minuti

Alla presenza degli autori Damiano Giacomelli e Lorenzo Raponi

Sul finire degli anni Ottanta, Fabrizio fonda la “Tribù delle Noci Sonanti”. Qui, in una vecchia casa colonica, decide di vivere in comunione con la natura, senza energia elettrica e ogni altro comfort, ospitando coloro che decidono di condividere lo stesso stile di vita. Trent’anni dopo, questo film racconta un’estate in Tribù di Fabrizio con il suo unico figlio, Siddhartha.

Damiano Giacomelli  inizia a lavorare come filmmaker indipendente su inchieste televisive a tema sociale. Nel 2010 fonda a Tolentino il centro di formazione e produzione cinematografica Officine Mattòli. Dal 2007 scrive, dirige e monta diversi lavori, che spaziano dal documentario breve al cortometraggio. I suoi primi lavori vengono selezionati in festival nazionali e internazionali e ottengono i primi riconoscimenti. Dopo “Un rovescio” (2014), “La strada vecchia” (2018) e “Spera Teresa” (2019), sempre nel 2019 esce anche il suo primo film documentario, “Noci Sonanti”.

Lorenzo Raponi si avvicina al cinema durante gli anni dell’Università. Frequenta il centro di formazione cinematografica Officine Mattòli, dove inizia a svolgere l’attività di film-maker, realizzando cortometraggi e video-documentari. Dal 2014 coordina la realizzazione dei cortometraggi degli allievi di Officine Mattòli dove insegna film-making.Nel 2019 esce il suo primo film documentario, “Noci Sonanti”.

Italia, 2019 – 60 minuti

Alla presenza del regista Alessandro Piva 

Santa Scorese è una ragazza vivace, dalla forte vocazione religiosa, che vive a Bari negli anni ‘80; sogna di diventare missionaria, frequenta assiduamente la Chiesa, affida i suoi pensieri a un diario e a una famiglia che la segue e l’asseconda affettuosa. Il 15 marzo 1991, al rientro a casa, Santa viene accoltellata e muore ad appena 23 anni. Alessandro Piva sceglie con coraggio la via del documentario e, dedicando il suo prezioso film a “Coloro che sopravvivono”, sceglie di intervistare i superstiti della tragica morte di Santa Scorese.

Alessandro Piva, barese d’adozione, si diploma in montaggio al Centro Sperimentale di Cinematografia. Autore di alcuni cortometraggi ‘estremi’ è uno di quei cineasti che cerca di fare della povertà una virtù. La sua opera prima “La Capagira” presentato al Festival di Berlino, è vincitore di numerosi premi tra cui il David di Donatello, il Nastro d’Argento, il Ciak d’Oro, il Dolly D’oro 2000. “Mio cognato ottiene tre candidature” ai Nastri d’Argento 2004; “Henry” presentato al Festival di Torino 2010, vince il Premio del Pubblico; “Milionari” presentato al Festival del cinema di Roma e in selezione ufficiale al Festival Internazionale di Shanghai, ottiene una candidatura ai Nastri d’Argento 2016. “Santa Subito” in selezione ufficiale alla Festa del cinema di Roma 2019 vince il Premio del Pubblico BNL.

Svizzera/Italia, 2019 – 14 minuti

Alla presenza della regista Angelica Gallo

Un cortometraggio ambientato a Ginevra, in Svizzera. La protagonista, Sabina Cervoni, membro di Exit, assiste chi ha scelto di togliersi la vita legalmente: si reca a casa del morituro, lo sostiene psicologicamente e gli consegna il farmaco che metterà fine alle sue sofferenze.

Angelica Gallo consegue la laurea magistrale in Arti Visive, con indirizzo Arte Contemporanea, all’Università di Bologna presentando una tesi dal titolo Cosa resta del corpo in cui analizza tre performance di Vito Acconci. Contemporaneamente si dedica nel 2014 alla sceneggiatura del film “Cam Girl” di Mirca Viola e nel 2016 alla regia del cortometraggio “INBOUND”, scritto assieme allo scrittore austriaco Christian Kühne. Nel 2018 scrive con lo sceneggiatore Nicolò Galbiati il documentario “La Quarta Parca” (2019) di cui firma anche la regia. 

in collaborazione con Arci Movie

(“La quarta parca” + “Giù dal vivo”  € 5)

Italia, 2019 – 74 minuti

Alla presenza del regista Nazareno Manuel Nicoletti e del produttore Antonio Borrelli 

C’è una vecchia strada che costeggia una ferrovia ammodernata negli anni ’70, nel cuore della desolata Napoli est. Ai margini del quartiere ci sono palazzoni rossi ingoiati dal cemento. Un reticolato di case popolari, ruderi di progetti pubblici mai attivati, centri diurni, strutture socio-psichiatriche. E tra queste maglie le vite segnate di un uomo con la sua voglia di andare altrove, di una ragazza che rientra a casa per stare coi suoi genitori, di un pugile mascherato chiuso nella sua stanza. Tra mondi possibili, allucinazioni e realtà. Un mosaico in cui tutti cercano qualcosa, ma nessuno sa cosa vuole.

Nazareno Manuel Nicoletti si laurea in Lettere Moderne. Nel 2012 viene ammesso al corso di Reportàge Cinematografico del Centro Sperimentale di Cinematografia dell’Aquila. Ha realizzato “Suono Piano”: documentario sulla costruzione dell’Auditorium del Parco dell’architetto Renzo Piano. E nel 2014 “Blackout”: film documentario sulla tragedia del terremoto dell’Aquila narrato attraverso le testimonianze di medici e paramedici presenti in Ospedale la notte del 6 Aprile. “Moj Brate – Mio fratello” è il suo primo lungometraggio (2015); ha realizzato il documentario “Giu’ dal Vivo” (2019) in concorso al 54° Karlovy Vary International Film Festival.

In collaborazione con Arci Movie

 

(“La quarta parca” + “Giù dal vivo”  € 5)

Selfie di Agostino Ferrente

Dicembre 7 @ 15:00

Italia, 2019 – 78 minuti

Napoli, Rione Traiano. Nell’estate del 2014 un ragazzo di sedici anni, Davide, muore, colpito durante un inseguimento dal carabiniere che lo ha scambiato per un latitante. Davide, come tanti adolescenti, cresciuti in quartieri difficili, aveva lasciato la scuola e sognava di diventare calciatore. Anche Alessandro e Pietro hanno 16 anni e vivono nel Rione Traiano. Sono amici fraterni, diversissimi e complementari: accettano la proposta del regista di auto-riprendersi con il suo iPhone per raccontare in presa diretta il proprio quotidiano, l’amicizia che li lega, il quartiere che si svuota nel pieno dell’estate, la tragedia di Davide.

Agostino Ferrente è regista, produttore, direttore artistico. Nel 2001 fonda a Roma il gruppo “Apollo 11” che salva lo storico cinema-teatro Apollo dal rischio di diventare sala bingo e con rassegne di cinema, musica e scrittura, diventa uno dei centri di produzione culturale più vivaci della Capitale. Insieme a Mario Tronco degli Avion Travel, crea L’Orchestra di Piazza Vittorio, una della prime band multietniche al mondo, di cui racconta la nascita con il documentario omonimo, che partecipa a numerosi festival internazionali ottenendo – tra gli altri premi – il Nastro D’Argento e il Globo d’Oro della Stampa Estera. I suoi documentari sono pluripremiati in numerosi festival italiani e internazionali.