Salto in Lungo

Appuntamento sempre più consolidato del Festival è la sezione Salto in Lungo. Da sempre dedicata alle opere prime di autori italiani capaci di esordire nel lungometraggio dopo l’esperienza nel mondo dei corti e del cinema documentario, Salto in Lungo propone anche quest’anno 5 film di rara forza e intensità. Grazie alla competenza e sensibilità dei curatori della sezione, la selezione dei film di questa edizione si propone indubitabilmente come percorso cinematografico davvero capace di intercettare il meglio del nuovo, e spesso poco visto, cinema italiano. Come ogni anno ad una giuria di 70 studenti delle Scuole secondarie di secondo grado di Ancona sarà affidato l’intrigante compito di scegliere il film vincitore del Premio Ucca Giovani Salto in Lungo. Il Premio consentirà al film vincitore, appena l’emergenza dovuta alla pandemia lo consentirà, la circuitazione in una rete di sale nazionali partner di Corto Dorico.
 
Dario Bonazelli – Distributore (I Wonder Pictures)
Ilaria Feole – Critico Cinematografico (FilmTv)
Alessio Galbiati – Critico Cinematografico (Rapporto Confidenziale)
Chiara Malerba – Esercente (Cinema Azzurro)
Luca Pacillo – Critico Cinematografico (spietati.it)
L’Agnello di Mario Piredda
Durata 95’

Vita familiare nella Sardegna rurale e militare, dalle parti delle basi NATO. La diciassettenne Anita, orfana di madre, è determinata a salvare il padre affetto da leucemia. La speranza è lo zio Gaetano, con il quale però i rapporti col padre sono inguaribilmente chiusi da anni.

Mario Piredda vinse il David di Donatello con il corto “A casa mia”, dopo l’anteprima nazionale e l’incetta di premi a Corto Dorico. Ci dona con L’agnello uno sguardo vero e profondo sulla Sardegna contemporanea, sulle lacerazioni familiari, sul carattere e il paesaggio sardo, aspro, duro, testardo e fragile come la bellissima e sorprendente esordiente Nora Stassi (Anita) scovata a caso in un bar di Cagliari.

Dario Bonazelli

Nato a Sassari, Mario Piredda, si laurea al DAMS di Bologna, dove tuttora risiede e lavora come regista e operatore. Nel 2005 realizza il suo primo cortometraggio, “Il suono della miniera”. Il suo secondo lavoro “Io sono qui” vince circa 70 premi ed entra in selezione ufficiale in numerosissimi festival nazionali ed internazionali. Con il corto “A casa mia” si aggiudica il David di Donatello 2017 come miglior cortometraggio. Dal 2009 è socio della casa di produzione e distribuzione indipendente Elenfant. “L’Agnello” è stato presentato in concorso alla 14^ Festa del Cinema di Roma.

Easy Living – La Vita Facile di Orso e Peter Miyakawa
Durata 93’

Ma chi l’ha detto che per emozionare si debba essere seriosi? In fondo la vita è una roba un po’ strana, che è sempre tante cose allo stesso tempo, un miscuglio di sentimenti opposti. La vita è sinestesia, allegoria, litote, antifrasi, eccetera. Quando credi di averci capito qualcosa finisce sempre che ti spiazza.
I fratelli Miyakawa ci regalano un film scanzonato e giocoso in grado di muoversi nella vita dei suoi (splendidi) personaggi con la curiosità di uno zoom, con la capacità di passare dal grande al piccolo, dal personale all’universale. Goethe disse che “Lo scrivere è un ozio affaccendato”, ma lo stesso si potrebbe dire del cinema, e del guardare i film…

Alessio Galbiati

I fratelli Orso e Peter Miyakawa nascono a Monaco e passano l’infanzia dividendosi tra Baviera, Torino, Tokyo e Milano. Terminato il liceo, si trasferiscono entrambi negli Stati Uniti per studiare cinema: Orso consegue il Bachelor in Fine Arts alla New York Film Academy, cui seguono esperienze di oltre 30 produzioni cinematografiche in Nord America, Europa ed India e la selezione al Torino Film Festival 2014 ed alla Mostra del Cinema di Venezia 2016; Peter, laureatosi in Cinema e Psicologia alla University of California, Santa Barbara, lavora a diversi cortometraggi come regista, scrittore e attore, per poi ristabilirsi in Italia. “Easy Living” è il loro primo lungometraggio e la loro prima esperienza di co-regia.

We Are the Thousand – L’Incredibile Storia di Rockin’1000 di Anita Rivaroli
Durata 76’

La storia di Rockin’1000, ovvero quando Cesena chiese a gran voce ai Foo Fighters di tenere un concerto in città. Lo fece con un invito molto difficile da ignorare: mille persone schierate in un’arena a suonare contemporaneamente la loro Learn To Fly. Un anno di preparazione, il costante dialogo con i partecipanti attraverso un sito dedicato, un crowdfunding che a stento copre le spese, i mille musicisti che si portano da casa gli strumenti. Tutto si brucia in una performance da pelle d’oca: la passione di tante persone rende il sogno realtà. We Are The Thousand ricostruisce il progetto tappa per tappa, intervista organizzatori e partecipanti, documenta le fasi di preparazione di Rockin’1000 e il suo esito trionfale: un evento con vasta eco, un video che diventa virale, i Foo Fighters e i loro leader Dave Grohl che rispondono all’appello, un’esperienza che si rinnova. Ma il vibrante documentario di Anita Rivaroli è oggi una testimonianza ancora più preziosa e commovente: perché nel mostrare questo impulso al raduno, alla partecipazione corale, alla condivisione istintiva, nel celebrare questo abbraccio di folla, rappresenta con sguardo limpido – privo di calcolo o riflessioni preventive – quanto in questo ultimo anno ci è stato tolto. Cosa vogliamo riprenderci al più presto.

Luca Pacillo

Anita Rivaroli nasce a Cesena e si diploma in Sceneggiatura al Centro Sperimentale di Cinematografia, curando allo stesso tempo la regia di alcuni cortometraggi e videoclip. Il suo corto “A Summer Tale” ottiene diversi riconoscimenti, come il premio come Miglior film al World Youth Alliance Manhattan Film Festival. Come sceneggiatrice, scrive per produzioni TV quali “Tutto può succedere” e “SKAM Italia”, e collabora con Cattleya allo sviluppo di alcune serie internazionali per Canal Plus e Netflix. È regista di tutti i video di Rockin’1000, fino a raccontarne la storia con “We Are the Thousand”, suo lungometraggio d’esordio.

Palazzo di Giustizia di Chiara Bellosi 
Durata 84′

 

La location del titolo è un contenitore: un limbo tra la colpa e la sentenza, dove si intrecciano le vite di una manciata di individui in attesa. Quello spazio neutro, fatto di corridoi anonimi dove la legge traccia il futuro di vittime e imputati, diventa luogo d’incontro e di inattesa comprensione per i protagonisti, in un racconto corale che mostra una grande maturità soprattutto nel lavoro con le giovanissime interpreti.

Ilaria Feole

Chiara Bellosi, milanese di nascita, si diploma in Drammaturgia presso la Civica Scuola d’Arte Drammatica “Paolo Grassi” di Milano e studia documentario allo IED di Venezia con Leonardo Di Costanzo, Carlotta Cristiani e Silvio Soldini. Alterna lavori di scrittura teatrale, cinematografica e narrativa. Il suo primo cortometraggio, “Devota”, viene presentato al Festival Filmmaker di Milano nel 2005. Prende parte al film corale del 2006 “Che Cosa Manca” prodotto da Eskimosa e Rai Cinema ed edito in DVD da Feltrinelli. Successivamente collabora alla realizzazione di diversi documentari. ”Palazzo di Giustizia” è il suo primo lungometraggio di finzione.

Rosa Pietra Stella di Marcello Sannino
Durata 94’

«Ma tu stai llà, tu rosa preta e stella» canta Sergio Bruni nella canzone Carmela. Ed è proprio questo il verso che ha dato il titolo al film Rosa pietra stella, prima opera di finzione del regista napoletano Marcello Sannino. Presentato in anteprima mondiale all’International Film Festival di Rotterdam e in anteprima nazionale al Giffoni Film Festival, Rosa pietra stella è la storia di Carmela che, in una Portici multiculturale e sempre in movimento, lotta con le unghie e con i denti per tenersi stretta sua figlia, usando i pochi mezzi che ha a disposizione. Una sorta di incarnazione di Napoli, dolce, dura e bella proprio come quella Rosa pietra stella del titolo.

Chiara Malerba

Marcello Sannino nasce a Portici (Na) e, dopo gli studi e diverse esperienze nel campo dell’architettura e dell’editoria indipendente, decide di dedicarsi al cinema. Oltre al suo impegno come regista, dal 2008 al 2016 collabora in qualità di docente a diversi workshop e atelier di cinema del reale. I suoi documentari sono stati presentati e premiati in diversi Festival nazionali e internazionali. “Rosa Pietra Stella” è il suo primo lungometraggio di finzione.