Domenica 14 dicembre - Corto Dorico 2014

Corto Dorico 2014 Festival del Cortometraggio | Edizione 10+1 (Ancona, 8-14 dicembre) Programma dettagliato Domenica 14 dicembre   Evento Speciale Corto Dorico 2014 Ore 17.00 Cinema Azzurro - Via Tagliamento, 35 tel. 071.3580395 - Ingresso 5€ The Look of SilenceThe Look of Silence di Joshua Oppenheimer In lingua originale con sottotitoli in italiano (Danimarca, 2014 – 98') Con il contributo di Università Politecnica delle Marche In collaborazione con ACU Gulliver seguirà incontro in videoconferenza con l'autore Joshua Oppenheimer Gran Premio della Giuria alla Mostra del Cinema di Venezia 2014 Sotto l’egida etica ed economica di Werner Herzog ed Errol Morris, e con S21 - La macchina di morte dei Khmer rossi di Rithy Panh negli occhi, The Act of Killing era un dispositivo documentaristico rivelatorio, scardinante: i paramilitari indonesiani che tra il 1965/1966 torturarono a morte un milione di presunti comunisti in nome di Suharto, degli interessi dell’occidente e di uno strumentale radicalismo religioso, erano chiamati da Joshua Oppenheimer, in quel film, a raccontare le proprie terribili gesta, a rimetterle in scena. E loro le narravano come drammi gangsterici, storie di piccoli Cesare, trionfanti musical bollywoodiani. (…) Qui, in The Look of Silence, Gran Premio della Giuria a Venezia 2014, un aguzzino canta «perché dovrei tessere il filo se alla fine verrà tagliato?», altri due, con l’illogica allegria di cinici comici, ripercorrono le vie delle loro torture, mentre a scuola si insegna ai bimbi quanto crudeli fossero, quei rossi miscredenti (tra cui democratici scettici circa il sacco occidentale delle materie prime, intellettuali critici, sindacalisti, componenti della minoranza cinese), e quanto fossero giuste, ed eroiche, le loro uccisioni. Oppenheimer, in questa prassi marcia dell’ipocrisia, in questo controcanto di The Act of Killing, segue Adi, fratello di un uomo ferito da quelle purghe anticomuniste, sopravvissuto a stento e poi biecamente trucidato, e lo accompagna in visita agli antichi assassini e alle loro famiglie. Adi è un optometrista, un ottico che misura la capacità di vedere dei suoi interlocutori. Ma (e la metafora è nuda, e bruciante) il loro sguardo sul passato resta lo stesso: i torturatori esaltano il proprio mito, ma quando posti di fronte al dolore dell’altro delegano la responsabilità dei loro atti a un ordine superiore, a un dettato della Storia («l’America ci ha insegnato a odiare i comunisti», «era la lotta del popolo»), si sdegnano (...). Adi è attonito. Oppenheimer registra. E in questo confronto, meglio che in mille parole, si legge sui corpi, nei gesti, limpidamente, come la Storia agisce, spergiura e mistifica. Giulio Sangiorgio - FilmTV